Anche se gli ultimi due
giorni ci hanno portato fresche giornate piovose, l'ultima parte di
Agosto è stata caratterizzata, qui all'estremo Sud, da un periodo di
intenso scirocco, con temperature intorno ai 40 gradi per una
settimana abbondante. Come tentiamo di spiegare in ogni occasione, la
fede Rastafari è un'esperienza totalizzante, che assume entro la
propria percezione ogni atto, detto e fatto: in tutto quel che
avviene vi sono insomma un insegnamento spirituale e una visione
profetica. Così, l'arsura di quei giorni mi ha suggerito alcune
meditazioni, e piuttosto che stare a scusarmi di esser caduto anch'io
nella trappola dell'assenza estiva, non avendo scritto su questo blog
addirittura dai post di giugno su Nelson Mandela e il Sudafrica,
umilmente ve le propongo. Non me ne vogliano i climatologi per il
linguaggio poco scientifico: sebbene la rosa dei venti sia più
articolata, nella cultura popolare del Sud-Italia si distinguono
principalmente due fenomeni ventosi: lo scirocco portatore di caldo
estremo, e la tramontana in condizioni di freddo tagliente; è su
questi presupposti che baserò queste poche riflessioni, poiché
ovviamente qui il nostro proposito è soltanto di trarre da alcune
osservazioni empiriche un insegnamento di altro genere.
Lo scirocco spira da
Sud-Est, che è la direzione, guardando alla Bibbia, del Giardino di
Eden: nella Torah questo è infatti collocato tra l'odierna Etiopia
ed altre aree dell'Africa nord-orientale, con ciò intendendo
l'intera valle del Nilo, le penisole arabica e sinaitica, la terra di
Israele e parte del cosiddetto Medio Oriente. Diversamente la
tramontana giunge, in accordo all'etimologia, dal mezzo dei monti
(intra montem) o da oltre gli stessi (trans montem), e cioè dalle
regioni europee al di là delle Alpi. Per la loro provenienza,
dunque, questi due venti possono ben rappresentare, ad un livello
simbolico, due flussi di espansione di matrice opposta provenienti
dalle medesime direzioni: quello dal Nord, la raggelante invasione
che la “civiltà” europea ha imposto al mondo per mezzo della
schiavitù e del colonialismo, in maniera più acuta (ma non
esclusiva) negli ultimi 500 anni; quello dal Sud, l'affermazione
universale di uno Spirito che gradualmente, dall'Africa, sta
capovolgendo il predominio del primo non più mediante un'avanzata
violenta di contrappasso, ma conquistando il governo dei cuori.
A suggerirmi questa
associazione sono state le parole del nostro fratello Berhane
Sellassie (aka Robert Nesta Marley) in una rara ma importantissima
intervista del 1980:
Intervistatore: "Andrai a vivere in Africa un giorno?"
BS aka Marley: Certo, tutti un giorno vivremo in Africa perché persino la Francia sarà Africa.
Intervistatore: In che senso?
BS aka Marley: Ma certo, la Francia sarà Etiopia ! Quando i Francesi erano in Africa, controllavano alcuni territori e li dichiaravano francesi. I tempi cambieranno e la Francia apparterrà all'Africa. Stanno cambiando le carte in tavola, ma questa volta non ci sarà spargimento di sangue, le persone non saranno costrette. Si troveranno d'accordo. L'Africa è il granaio della terra. Porterà l'unità senza opprimere la gente, poiché Dio ama l'Africa.
La tramontana è un vento
tagliente, come un'arma dal passaggio distruttivo: ad essa si fa
resistenza con mezzi difensivi, barricando i campi con reti
frangivento e corazzando i corpi di indumenti pesanti; così la
violenza dell'avanzata coloniale nordica trovò in ogni luogo del Sud
del mondo un movimento di resistenza patriottico. E anche quando il
vento sembra aver vinto, è solo una questione di tempo: se qualche
ramo si spezza o si gela, all'arrivo della primavera nuovi virgulti
germoglieranno incontenibili dal tronco; allo stesso modo dopo
l'apparente dominio coloniale, la liberazione dell'Africa è giunta
inesorabile al ritorno del Sole (Cristo, il Re dei Re). E persino
quando la tramontana sembra abbattere un intero albero, questo
rispunterà dalle radici, e se così non fosse quel singolo martire,
adagiandosi al suolo, dai semi contenuti nei suoi frutti o dalla
radicazione dei suoi rami verdi stimolerà la crescita attorno a sé
di un'intera foresta.
Pertanto, se anche il
passaggio della tramontana è molto invasivo, la difesa è possibile
e i danni causati, anche quando tragici, sul lungo termine si rivelano effimeri,
poiché il gelo non può competere con il Sole al pari di quanto la
morte non può prevalere sulla Vita. E il gelo si discioglie al primo
Sole che sorge dall'Oriente.
Quando tira lo scirocco,
invece, è impossibile non esserne coinvolti: impregnando l'aria in
maniera onnipresente, penetra all'interno delle case e indebolisce
chi non è abituato alla dirompenza del suo impatto; pervade
l'esistenza tutta e procede esponenzialmente, non di rado
concludendosi, tra l'altro, con una pioggia di sabbia che rammenta
quel Deserto che è a un tempo monito e ispirazione. Eppure questa
ondata così irresistibile non si impone per la sua violenza, ma intimandosi come
un dolce abbraccio, quasi un torpore primordiale: il calore di una
Madre che richiama indietro i suoi figli vicini e lontani, l'Africa
che emette il suo richiamo. La xenofoba cultura coloniale, nella sua nichilistica affezione per tutto ciò che sa di ghiaccio, ha coniato la spregiativa aggettivazione di "sciroccato" al pari di come ha fatto a partire dai nomi di nobili popolazioni africane come gli "Zulu" o i "Baluba".
Certo non tutti i venti
che provengono da Sud sono portatrici di buone novelle: la visita del
colonnello Khadafi nei giorni scorsi non lo è stato affatto. Ma si sa che
dalla Libia, in effetti, prende nome il libeccio: questo vento
anch'esso per le proprie origini può indurre temperature caldissime,
ma ha la peculiarità di divenire vettore di perturbazioni quando si
mescola a fronti atlantici: insomma con la sua occidentalizzazione,
ed è questo il caso di cui sopra.
Noi, per conto nostro,
nell'arsura dello scirocco per irrigare il nostro Giardino attingiamo
al pozzo della Sapienza allo strenuo di quel che le nostre forze
concedono, e per il resto confidiamo nell'Altissimo che ne bagni le
zolle con nuove acque dalle sfere superiori, che come in un Triangolo
Sacro che unisce il cielo alla terra, torneranno nel contempo a
riempire quel pozzo.
Trattasi cioè di quel perfetto cammino mediano tra le due trappole del fatalismo e dell'egocentrismo, bilanciamento che solo il Re dei Re Qadamawi Haile Sellassie poteva trasmetterci mediante il Suo insegnamento:
Una
volta compiuto tutto quel che è umanamente possibile, il resto
potrebbe esser lasciato a Dio Onnipotente. Affinché l'essere umano,
ch'Egli ha creato a Sua propria immagine, non vada distrutto,
riponiamo la nostra fede in Lui.
(Discorso
in occasione del 20° Anniversario dello Statuto delle Nazioni Unite,
27 giugno 1965).
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